Blog-portale di Massimo Messina, nonviolento, cristiano, anticlericale, liberalsocialìsta, neoazionista, sionista
*
*
*
*
*
Contenuti recenti
* Il blog si trasferisce * Pavone critica Baget Bozzo * Il principio del non respingimento! * Per un sistema uninominale maggioritario * Auguri, mamma * Risposta a Luigi Pavone sulla questione palestinese * Primo maggio meditando sui candidati alle europee * 25 Aprile - Ricordando le parole di Calamandrei * Per una Palestina araboisraeliana federata all'Europa * Considerazioni sulla sciagura abbruzzese * Dal compagno Vittorio Esposito * Viottoli commenta Giovanni 12, 20-33 * Catania, regolamento per la partecipazione dei cittadini * Il mio sionismo * Straniere violentate ed uccise da italiani ed i mass media
Collegamenti esterni
* * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * * *
|
Per un sistema uninominale maggioritario
--------------------------------------------- Il sistema proporzionale assegna tanti seggi in proporzione a quanti voti vengono presi da ogni singola lista. Di metodi di calcolo di tale proporzione ce ne sono diversi. La diversità nell'ambito dei sistemi maggioritari è ancora maggiore, non trattandosi solo di diversità di metodo di calcolo, bensì di modalità di attribuzione dei seggi. Il sistema proporzionale (tra i più proporzionali esistenti al mondo) lo abbiamo avuto in Italia dal dopoguerra alla riforma maggioritaria dell'inizio degli anni '90. Tale sistema ha portato al predominio della DC e poi l'unità nazionale partitocratica. Il Mattarellum era un mostro al 75% uninominale maggioritario ed al 25% proporzionale. Per la parte uninominale era maggioritario, infatti per maggioritario si intende che il maggior partito prende più seggi e con l'uninominale nel singolo collegio il partito che prende un voto in più si accaparra l'unico seggio da attribuire nel collegio, quindi prende di più eccome, prendendo tutto il prendibile. I sistemi maggioritari, infatti, solitamente non assegnano premi di maggioranza, l'effetto maggioritario è automatico senza bisogno del meccanismo del premio. Ciò significa che solitamente ad ogni elezione risulta una maggioranza parlamentare, ma ciò non è affatto detto che debba accadere. Solitamente i partiti finiscono per capire che solo accorpandosi hanno possibilità di eletti e così il sistema tende "naturalmente" verso il bipartitismo. Il mattarellum (senza quota proporzionale!!!) avrebbe portato nel tempo (non in una singola o due tornate elettorai, ma almeno in un decennio) ad un sistama bi-tripartitico, che non significa meno democrazia, in quanto in ognuno di essi può benissimo essere presente la ricca diversità che qui in Italia siamo abituati a vedere in più partiti. Vero è che i sistemi bibartitici tendono a far somigliare i due partiti nel lungo periodo, ma le diversità finiscono per esprimersi ugualmente tra destra a sinistra come possiamo ben vedere nei sistemi politici anglosassoni. Il sistema elettorale uninominale maggioritario (Mattarellum senza quota proporzionale) ha permesso in Gran Bretagna al partito laburista, che era fuori dal Parlamento non solo di entrarvi, ma di divenire il secondo e poi il primo partito, andando al governo. Forse è vero che lì ora dovrebbero cambiarlo poiché è mutata la situazione politica, ma non è vero che di per sé il sistema elettorale maggioritario uninominale impedisce il nascere ed il crescere di forze terze o quarte. L'Italia aveva richiesto a gran voce il maggioritario ed aveva mutato di conseguenza il suo modo di votare, ma poi sono arrivati Berlusconi e Calderoli e la loro porcata.
|
Posted: 12:58, 12.05.2009 |
Commenti (0) | Lascia un commento | Link |
|
Auguri, mamma
Oggi è la festa della mamma, ricorrenza diffusa in tutto il mondo. Quale ne è l'origine? Negli USA, nel maggio 1870, Julia Ward Howe, attivista abolizionista della schiavitù e pacifista, propose l'istituzione del Mother's Day (Giorno della madre), come momento di riflessione contro la guerra. Fu ufficializzata dal presidente Woodrow Wilson nel 1914 decidendo di festeggiarla la seconda domenica di maggio, come espressione pubblica di gratitudine per le madri e come speranza di pace. In Italia fu celebrata per la prima volta nel 1957 da don Otello Migliosi ad Assisi nel piccolo borgo di Tordibetto di cui era parroco.
|
Posted: 19:09, 10.05.2009 |
Commenti (0) | Lascia un commento | Link |
|
Risposta a Luigi Pavone sulla questione palestinese
|
Il 29 novembre 1947 venne approvata la Risoluzione dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite n. 181, che prevedeva la spartizione della Palestina in uno Stato ebraico ed uno arabo. Il 14 maggio del 1948 gli ebrei di Palestina dichiararono unilateralmente la nascita dello Stato di Israele, un giorno prima che l'ONU stessa, come previsto, ne sancisse la creazione. Il 15 maggio dello stesso anno la Gran Bretagna si ritirò definitivamente dalla Palestina. La risoluzione ONU in questione delineò i confini con grande accuratezza e stabilì che Gerusalemme fosse amministrata dall'ONU stessa. Tale risoluzione, approvata all’unanimità, corredata da carte geografiche, è sempre stata contrastata da lsraele, nei fatti e nelle dichiarazioni che hanno preceduto, accompagnato e seguito i fatti stessi.
Non esiste una specifica azione che possa instillare dall'esterno un sentimento identitario comune negli abitanti della Palestina storica. Proporre ad Isreele di richiedere l'ingresso nell'Unione Europea è l'inizio di un processo che ha aspetti politici, economici, culturali e sociali e si realizza negli anni e per certi aspetti nei decenni. Se gli arabopalestinesi vorranno partecipare a tale processo ciò li porrà formalmente già in condizione di parità e non potrebbe che essere così attualmente, visto che l'occupazione israeliana sui terrirori arabi (anche se ormai smembrati e tutt'ora erosi da Israele) è finita da anni e lo Stato arabo di Palestina non riesce a nascere. L'unico modo di entrare nell'Ue dei territori arabi è, allo stato attuale, la creazione di uno Stato unitario, quindi, e con eguali diritti per tutti, che rispetti tutte le condizioni che sono imposte ai membri dell'Unione. Gli Stati Uniti d'America non è detto che sempre saranno a fianco di Israele. Alcuni Stati dell'Unione Europea hanno avuto problemi anche di guerre civili (vedi situazione irlandese), altri hanno ancora problemi di terrorismo e rivendicazioni territoriali (Paesi baschi).
|
Posted: 16:15, 3.05.2009 |
Commenti (2) | Lascia un commento | Link |
|
|