Blog-portale di Massimo Messina, nonviolento, cristiano, anticlericale, liberalsocialìsta, neoazionista, sionista
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Pavone critica Baget Bozzo
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Ho
ricevuto da Luigi Pavone questo interessante articolo che volentieri
pubblico, avendone seguito quelle che Pavone chiama "alterne
vicende" e non piacendomi solitamente la censura, neanche quella
nei propri confronti.
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Una
ambigua difesa della democrazia
Questo
articolo ha avuto alterne vicende. Gianni Baget Bozzo nel frattempo è
morto. Io ne vedo ancora l’attualità. Poiché è stato
recentemente rimosso – non lo so se sua mia richiesta o
indipendentemente da essa – dal sito del Movimento
Arancione, lo ripropongo qui. Quanto al resto, l’italietta non
ha età e ideologie, poi c’è una madre che – come si dice – è
sempre gravida.
La
«Lettera teologico-politica al presidente Fini» di Gianni Baget
Bozzo (il Foglio del 2 Aprile) si chiude con alcune affermazioni che
non possono non attirare l’attenzione di qualunque osservatore
politico e della politica del centrodestra italiano in particolare.
Baget Bozzo conclude affermando che «la causa della Chiesa cattolica
e quella della democrazia sono in certi casi una causa sola»
(il corsivo è nostro). Allora è interessante domandarci: in quali
altri casi la causa della Chiesa cattolica e quella della
democrazia non sono una causa sola? Per Baget Bozzo la democrazia è
il principio del consenso razionale posto al di sopra delle
stesse istituzioni democratiche. Su questo punto dissento dalla
interpretazione che è stata data da Carmelo Palma su libertiamo.it,
«Per Baget Bozzo lo Stato etico è quello liberale» (3 Aprile), dal
momento che la difesa della democrazia da parte di Baget Bozzo non
può essere ridotta alla difesa del consenso maggioritario tout
court. Ma il punto è: quando il consenso si deve dire razionale?
Da quale modello di ragione tale principio è informato? Il modello
di ragione (e di consenso razionale) che Baget Bozzo ha in mente è
qualcosa che se è in linea con l’impostazione tomistica dei
rapporti tra Fede e Ragione professata dalla Chiesa cattolica nei
suoi documenti ufficiali, non contempla la possibilità di
contraddizioni con la dottrina cattolica. Allora è chiaro che i casi
in cui la causa della Chiesa cattolica non coincide con quella della
democrazia, sono esattamente i casi in cui il consenso democratico si
costituisce al di là del principio del consenso razionale, ciò a
dire al di là dell’unità (la distinzione riposa interamente sui
limiti della natura della ragione umana) di fede e ragione, politica
e religione. Ci sono dei casi, dunque, in cui le istituzioni –
direttamente o indirettamente ecclesiastiche – sembrano legittimate
a prevalere sulla democrazia, i casi in cui la democrazia non è
razionale! Questa legittimità ha da un punto di vista formale la
stessa natura della legittimità delle istituzioni democratiche a
intervenire laddove il consenso parlamentare forza i principi
costituzionali. Infatti, nell’articolo già citato, Palma scrive
che «se a giustificare la legittimità di una norma bastasse il
principio del consenso e non servisse un diverso fondamento di natura
“costituzionale” bisognerebbe inchinarsi dinnanzi alle decisioni
di un Parlamento sovrano che stabilisse, per ragioni o interessi di
ordine collettivo, la discriminazione terapeutica dei disabili o
l’eutanasia coatta dei malati terminali». Perfettamente d’accordo.
Dunque il consenso maggioritario non è sufficiente alla legittimità
delle norme. Esso deve essere qualcosa di più: deve essere
razionale. Per alcuni la razionalità può venir ricondotta alle
costituzioni liberaldemocratiche, per altri ai preamboli della Fede.
In Italia è stato affermato un modo per essere pienamente
democratici che consiste nel porre alle basi delle democrazie
occidentali il nichilismo, inteso come identificazione della varie
forme di razionalità con varie forme di volontà di potenza (sulle
colonne del Corriere della sera, il filosofo Emanuele Severino
si è speso parecchio in questa direzione). Per quanto mi riguarda
penso che il problema della razionalità del consenso debba porsi in
termini più promettenti. Questi possono venir individuati nella
ricerca di un’etica sociale, oltre le stesse costituzioni
liberaldemocratiche, in grado di gestire le possibilità di conflitto
tra i principi della razionalità e le esigenze del progresso, con
strumenti che classifichino come razionale il consenso informato alle
regole della razionalità costituzionale, ma che non escludano la
possibilità di modificare le regole costituzionali qualora queste
risultino inadeguate a rendere conto dell’emergere di nuove istanze
di razionalità. Qualcuno (Nelson Goodman) direbbe i mettere
razionalità e consenso democratico in equilibrio
riflessivo.
Luigi
Pavone
luigi.pavone@unipa.it
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Posted: 21:43, 20.05.2009 |
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Risposta a Luigi Pavone
Il mio articolo sull'ambiente pubblicato pure nel sito del MOVIMENTO ARANCIONE è stato demolito da Luigi Pavone in un modo che oserei dire... pazzesco. Non riesco a capire tutto il suo malanimo per il fatto che io (signora di una certa età) avessi osato... scrivere su un sito di un movimento... giovanile. Ebbene?! E' forse un crimine? E' da molto tempo che scrivo per il Movimento Arancione e penso che (se loro sono d'accordo) continuerò a farlo. Chiedo a Luigi e a quell'altro (che si mette uno pseudonimo curioso) di leggere nel dizionario il significato della parola "giovane" che comprende una fascia di età anagrafica ben precisa e il significato della parola "giovanile"
che ha un altro significato. Anche Rita Levi Montalcini che ha compiuto cento anni è giovanile, lo stesso non posso dire per certi ventenni o trentenni che magari sono "senili". Però non stiamo a disquisire in merito. Veniamo al mio articolo sull'ambiente:
1) Penso che scrivere sull'ambiente (anche se non molto bene) è una cosa che può interessare tutti, invece scrivere su Baget Bozzo a chi può interessare? Interessa forse alla casalinga o all'operaio? Non è forse vero che c'è l'effetto serra? L'ho sentito alla radio anche stamattina, lo leggo in molti giornali scientifici ecc. Non è forse vero che si verificano le piogge acide? non è forse vero che c'è il buco nell'ozono? Io non ho studiato filiosofia, sono un Perito Agrario e magari certe sottigliezze non riesco a scriverle, ma una cosa è certa: ho un modo di scrivere semplice (penso che la semplicità è un pregio) e scrivo di argomenti che interessano tutti.
Modificato da maxmex il giorno 25.05.2009 alle ore 11:06 |
Inviato da Sara Acireale alle 10:39, 25.05.2009 |
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Sono stato espulso dal Movimento Arancione!
Non mi pare che Luigi abbia "demolito" il tuo articolo. Non è entrato neppure nel merito dell'articolo, pur mostrando un morboso interesse ad esso con tutti quei post, anche quelli che poi sono stati censurati dal Movimento Arancione. Non mi pare neanche che Luigi abbia mostrato "malanimo per il fatto che" hai scritto sul blog giovanile in questione. Giovane è giovanile sono termini relativi che significano cose diverse a seconda dei contesti. Ricordo bene di avere avuto come risposta da Francesco Lorenzetti (che adesso non intende neppure rispondere ai miei messaggi) che per giovanile si intendeva chi aveva interesse a crescere culturalmente, quando gli posi la questione al momento di richiedere l'adesione al movimento che ora di fatto mi ha espulso senza darmi ancora motivazione alcuna. Su ciò, conunque, scriverò non appena lo riterrò opportuno, avendo chiesto chiarimenti al Movimento Arancione ed attendendo ancora risposta.
Articoli su Baget Bozzo interessano me e tutti quelli che leggono ciò che lui scrisse, che sono probabilmente più di tutti quelli che leggono i miei articoli, quelli tuoi e quelli di Luigi messi insieme. La casalinga berlusconiana che legge il Giornale spesso può avere letto un articolo di Baget Bozzo. L'operaio perché dovrebbe essere escluso dalla lettura di ciò che gli ideologi del potere scrivono? Non solo Don Milani mi insegna che se gli appartenenti alla classe operaia leggono i giornali, anche quelli più reazionari, cresce la possibilità di una soluzione politica alle ingiustizie che essi subiscono.
Che ci sia l'effetto serra è opinabile e spero di scrivere presto qualcosa in proposito. Mi sa che di tutto ciò, di "piogge acide" e di "buco nell'ozono" Luigi poco ne sappia, comunque.
Modificato da maxmex il giorno 26.05.2009 alle ore 09:33 |
Inviato da maxmex alle 11:40, 25.05.2009 |
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Commento senza titolo
Auguri!
Voglio dire alla signora Acireale, con tutto il rispetto che Le è dovuto, anche per il fatto di essere la mamma di Massimo, che Lei risponde a Luigi Pavone, ma… quale domanda Luigi Pavone avrebbe fatto, almeno in questa sede? Forse è il caso di rispondere alle domande, qualora io le avessi fatte, nelle sedi in cui l’avrei fatte. Non conosco i motivi dell’espulsione di Massimo, ma se questi non esistono o se sono riconducibili alle alterne vicende di cui sopra o se non si sapranno mai (temo, sorridendo un po’, che quest’ultimo sia il caso, i “carusi”, come diciamo noialtri siciliani, sono così, sono “carusi”, ancorché liberali e bla bla bla, d’altra parte non è la crescita culturale l’obiettivo che essi perseguono?, diciamo che sono in cammino, sono per l’appunto in Movimento giovanile liberale) è qualcosa che da ultimo danneggerà solo coloro che meritano di essere danneggiati. Sono quasi d’accordo con Massimo quando dice che so poco di piogge acide e buco nell’ozono, nel senso che non ne so niente. In realtà sono carente anche in materie politologiche, ma l’articolo di Baget Bozzo ha aspetti filosofici su cui penso di poter dire cose non troppo triviali, anche se io sono un filosofo del linguaggio e non un filosofo della politica o del diritto, e non è escluso che alcune trivialità le abbia dette davvero. Il fatto che uno faccia dei commenti all’interno del box di un articolo non sempre significa che sia interessato all’articolo (il commento p. es. di Sara Acireale qui postato non ha mostrato alcun interesse verso il mio articolo). I miei post non avevano alcun interesse, men che meno morboso, nei confronti dell’articolo demolito (non si sa bene da chi).
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Inviato da Luigi Pavone alle 16:39, 25.05.2009 |
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