Massimo Messina - Il mio sionismo
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Blog-portale di Massimo Messina, nonviolento, cristiano, anticlericale, liberalsocialìsta, neoazionista, sionista

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Il mio sionismo

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Essere antisionista oggi significa non accettare Israele come realtà politica. Sono per una Israele più laica, liberale e socialìsta, al limite accetterei che cambiasse nome, ma mai che rinnegasse il suo passato israeliano e le sue radici e fondamenta ideologiche sioniste, ovvero laiche, liberali e laburiste. Ci penserei bene prima di affidarmi ai pacifisti. Da nonviolento gandhiano (che comprende anche quanto Gandhi abbia sbagliato sulla questione palestinese) ritengo dannoso il pacifismo quasi nella sua totalità. 
Qualsiasi sia stato lo scopo originario sionista è dato di fatto che un israeliano su cinque è arabo di etnia e lingua e ciò determina conseguenze politiche non irrilevanti, pur se spesso ciò viene taciuto dai mezzi di comunicazione di massa. Ricordo perfettamente un'intervista con un ragazzo araboisraeliano che feci ai tempi dell'Università in cui mi diceva chiaramente che non avrebbe mai accettato di rinuciare alla cittadinanza israeliana e che i suoi compatrioti tutti festeggiano l'anniversario del giorno in cui l'hanno avuta. 
Scusate la brutalità, ma che interesse può avere il fatto che la "popolazione locale" araba non accettava che il movimento sionista acquistava terreni in Palestina per fondarvi lo "judenstaat"? Potevano organizzarsi per realizzare altro: per un loro Stato o l'unità araba o uno Stato comune con gli ebrei autoctoni ed immigrati. L'élite palestinese non volle all'epoca scegliere concretamente per nessuna di tali possibilità (al di là del fatto che fossero o meno realisticamente realizzabili). Palestinesi erano tutti, arabi ed israeliani, i secondi si sono organizzati (male? forse, ma almeno si sono organizzati), i primi no se non poi per combattere contro il nascente Stato ebraico. Che ci furono massacri ed atti terroristici compiuti da parte ebraica è ormai noto ed accettato anche nei testi di scuola israeliani, magari ci fosse un tale livello di obiettività nei testi arabi! 
I territori oltre confine israeliano non sono più occupati e da quando non lo sono più mi sembra che le popolazioni locali stiano peggio, non meglio! Come accadde ai tempi della guerra del Vietnam quando andarono via i statunitensi. 
Israele è democrazia sì, con le sue derive partitocratiche ed autoritarie che nulla hanno da invidiare a quelle italiane.


Posted: 01:41, 23.03.2009
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